Nexi è un titolo perfetto per questa rubrica perché arriva da mesi molto difficili, con valutazioni depresse, forte sfiducia del mercato e movimenti spesso violenti. Dopo il crollo di marzo, quando il piano industriale era stato accolto molto male dagli investitori, il titolo ha provato a ricostruire una base più stabile, aiutato anche da risultati semestrali meno negativi del previsto.
Il mercato ha apprezzato la conferma della guidance 2026, la riduzione del debito e una tenuta dei ricavi migliore delle attese. Nel primo semestre Nexi ha riportato ricavi per circa 1,736 miliardi, Ebitda stabile a 870 milioni e utile netto normalizzato in crescita del 7%, ma il secondo trimestre ha mostrato ancora un calo dell’Ebitda core di circa il 2%, segnale che la pressione sul business resta presente.
Il punto centrale è quindi capire se il recupero del titolo sia legato a un vero miglioramento dei fondamentali oppure a un semplice rimbalzo tecnico dopo una fase di eccessiva penalizzazione. Nexi resta infatti esposta a margini sotto pressione, concorrenza nel settore dei pagamenti digitali, contratti bancari meno favorevoli e necessità di convincere il mercato sulla crescita futura.
Passando al grafico, la struttura dei prezzi mostra una fase di recupero dopo il forte minimo segnato in area 2,65. Il titolo ha costruito una base laterale e successivamente ha accelerato verso area 4,20/4,30, dove però ha incontrato una prima fascia di resistenza importante. La regressione lineare resta ancora in miglioramento, ma il prezzo non ha ancora completato una vera inversione strutturale.
L’oscillatore di rischio mostra un recupero rispetto alla fase di massima debolezza, ma non ancora una forza pienamente consolidata. I volumi sono aumentati nelle fasi di rimbalzo, elemento compatibile con ricoperture e ritorno di interesse.
Di fatto Nexi sta provando a uscire da una fase molto depressa, ma il movimento va ancora letto con prudenza. Sopra area 4,40 il quadro tecnico migliorerebbe e il mercato potrebbe iniziare a prezzare una ricostruzione più credibile. Sotto area 4,10/4,00, invece, il recupero perderebbe forza e tornerebbe il rischio di semplice rimbalzo tecnico da ricoperture.

