Cosa è successo nella settimana passata
La settimana appena chiusa è stata piuttosto nervosa. Wall Street ha recuperato venerdì, aiutata dal calo del petrolio e da una lettura meno pesante sull’inflazione, ma il saldo settimanale è rimasto negativo. Il mercato continua a muoversi tra tre forze: rendimenti alti, aspettative sulla Fed e rotazione interna tra tecnologia, ciclici e settori più difensivi. Il quadro non è di rottura, ma di maggiore selettività.
Market mover della prossima settimana
La prossima settimana sarà molto importante perché avremo la Fed e la scadenza delle quattro streghe, il terzo venerdì di settembre. Tra rollover, cambi di scadenza su future e opzioni e riposizionamenti istituzionali, i movimenti erratici potrebbero essere piuttosto ampi. Il mercato guarderà soprattutto al tono della Fed, ai rendimenti, al dollaro e alla reazione della volatilità sui livelli sensibili.
Analisi del grafico e degli Open Interest
l grafico daily dell’S&P500 mostra un prezzo in area 7.660, vicino alla regressione lineare e dentro una fase di equilibrio. La curva ha perso la forte pendenza rialzista precedente e ora segnala più assestamento che accelerazione. Il mercato non è in rottura, ma non è nemmeno in piena spinta.
Gli operatori iniziano a mostrare i primi livelli importanti di Call sopra area 7.800. Questa è la fascia da recuperare per riattivare momentum rialzista. Finché il prezzo resta sotto quella zona, il mercato può rimanere costruttivo, ma più controllato.
Sul lato inferiore, da area 7.650 iniziano i primi livelli di Put in funzione supportiva. La fascia 7.650/7.600 diventa quindi il primo spartiacque della settimana. Sotto questa zona aumenterebbe la fragilità, con ritorno di attenzione verso l’area 7.500/7.400.
Il Mc4 Trend Strength Oscillator conferma una fase di forza ridotta. Il segnale resta sopra la zona negativa, ma le barre verdi non hanno più la continuità della fase precedente. In pratica, il mercato tiene, ma deve ancora dimostrare di poter ripartire con vera direzione.
Di fatto S&P500 entra nella settimana delle quattro streghe in equilibrio fragile. Sopra area 7.800 migliorerebbe la struttura e tornerebbe momentum verso la parte alta della distribuzione. Sotto 7.650/7.600 aumenterebbe invece la sensibilità sul lato put. Fed, rollover e scadenze tecniche possono rendere il movimento meno pulito e più nervoso.
Analisi delle opzioni
Il tre grafici raccontano una struttura abbastanza chiara: il mercato non è in panico, ma continua a pagare protezione sotto prezzo. La curva della volatilità mostra infatti una IV Put più alta sugli strike bassi e in progressiva discesa verso gli strike superiori. In parole semplici, gli operatori non stanno comprando volatilità ovunque, ma continuano a dare valore alle coperture ribassiste.
L’esposizione sintetica al gamma conferma la stessa idea. Sotto il prezzo prevale sensibilità sul lato put: se il mercato scendesse sotto 7.600/7.550, il movimento potrebbe diventare più reattivo e meno ordinato. Sopra 7.700/7.750, invece, la struttura tornerebbe più stabile, con volatilità più compressa e coperture long a sostegno del movimento.
Il grafico del costo a scadenza è il più “calamitante”: il prezzo lavora vicino all’area di Max Pain, cioè dove il sistema delle opzioni ha il minor costo complessivo. Finché resta lì, il mercato può rimanere controllato e muoversi più per assestamento che per vera direzione.

