Oggi il calendario Usa non presenta eventi di primissima fascia, ma resta interessante: alle ore 14,15 italiane arriva il dato ADP settimanale sull’occupazione privata, alle ore 16,00 il Richmond Fed Manufacturing Index, mentre nel pomeriggio parleranno Williams, Jefferson e Barkin. Alle ore 19,00 è prevista anche l’asta Treasury a 2 anni. Il contesto resta sensibile ai tassi: il mercato continua a prezzare una Fed ancora restrittiva, mentre il dollaro resta sostenuto. Sullo sfondo, il petrolio recupera leggermente in attesa di possibili sviluppi nei colloqui Usa-Iran.
Il quadro daily cambia soprattutto negli Stati Uniti. S&P500 rompe con decisione la parte alta del range e torna sui massimi, con prezzo sopra Vwap e Mc4 Directional Fast nuovamente positivo. Il movimento è forte, ma la IV ATM Proxy aumenta: quindi il rialzo non è accompagnato da completa distensione e va letto come accelerazione ancora selettiva.
Il Nasdaq mostra una struttura ancora più aggressiva: supera quota 30.000 e si porta nella parte alta del range, con Directional Fast positivo. Anche qui la volatilità implicita risale, quindi il movimento resta forte ma non completamente “pulito”: la conferma deve arrivare dalla capacità di mantenere i nuovi livelli senza riaccendere Vix e coperture.
Il Vix rimane sotto 18 e non conferma stress sistemico, ma la IV Proxy sale. È un passaggio importante: volatilità spot contenuta, ma volatilità implicita che torna a muoversi. Finché il Vix resta sotto le prime aree di forza il quadro resta favorevole agli indici, ma aumenta la sensibilità a eventuali shock.
In Europa il quadro è molto meno brillante. Dax resta sotto le aree dinamiche e ancora in recupero tecnico; Stoxx50 prova a stabilizzarsi ma senza vera forza; Ftsemib recupera dai minimi recenti ma resta strutturalmente più debole degli Usa. La divergenza tra America ed Europa è oggi uno degli elementi più evidenti della mappa.
| Sottostante | Area di equilibrio | Area di forza | Breakout rialzista | Area di debolezza | Breakdown ribassista |
|---|---|---|---|---|---|
| S&P500 | 7.730 – 7.800 | sopra 7.800 | sopra 7.850 | sotto 7.730 | sotto 7.650 |
| Nasdaq | 30.000 – 30.500 | sopra 30.500 | sopra 30.900 | sotto 30.000 | sotto 29.500 |
| Vix | 17,20 – 18,00 | sopra 18,00 | sopra 18,80 | sotto 17,20 | sotto 16,50 |
| Dax | 25.500 – 25.900 | sopra 25.900 | sopra 26.200 | sotto 25.500 | sotto 25.200 |
| Stoxx50 | 6.280 – 6.360 | sopra 6.360 | sopra 6.450 | sotto 6.280 | sotto 6.200 |
| Ftsemib | 51.500 – 52.300 | sopra 52.300 | sopra 52.900 | sotto 51.500 | sotto 51.000 |
La mappa diventa nettamente più costruttiva sugli Stati Uniti: S&P500 e Nasdaq accelerano e tornano sulle aree alte, mentre il Vix resta contenuto. Il punto da non trascurare è però l’aumento della volatilità implicita durante il rialzo. Europa ancora indietro, con Dax, Stoxx50 e Ftsemib in semplice recupero tecnico. Oggi ADP, Richmond Fed, interventi Fed e asta a 2 anni serviranno soprattutto a verificare se l’accelerazione Usa riesce a mantenersi senza riaccendere tassi e volatilità.
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