Cosa è successo nella settimana passata
La settimana appena conclusa ha visto l’S&P500 arretrare dello 0,6%, con Nasdaq più debole a -2,1%. Il movimento è stato guidato soprattutto da tre fattori: prese di beneficio sui grandi titoli tecnologici, dubbi sui ritorni degli investimenti in intelligenza artificiale e nuova pressione da petrolio e tensioni geopolitiche. Il Brent ha superato temporaneamente area 100 dollari al barile, spinto dalle tensioni geopolitiche e dai timori su possibili interruzioni dell’offerta, prima di stabilizzarsi.
La debolezza è stata più evidente sulla tecnologia e sui titoli legati all’AI, mentre energia, utility, industriali e real estate hanno tenuto meglio. Questo segnala una rotazione interna: il mercato non è crollato in modo uniforme, ma ha ridotto esposizione sui comparti più affollati e più sensibili alle valutazioni.
Market mover della prossima settimana
La prossima settimana sarà dominata dal FOMC del 28-29 luglio, con comunicato e conferenza stampa. Il mercato dovrà capire se la Fed confermerà una linea attendista o se petrolio, inflazione e rendimenti spingeranno verso un tono più restrittivo.
Altro focus decisivo sarà la stagione delle trimestrali: Microsoft e Meta sono attese mercoledì, Apple e Amazon giovedì. Sono appuntamenti molto importanti perché il mercato cercherà conferme su margini, spesa AI, cloud, advertising e sostenibilità degli investimenti tecnologici. In agenda anche il Pil USA del secondo trimestre e il PCE, dato chiave per leggere l’inflazione preferita dalla Fed.
Analisi del grafico
Il grafico daily dell’S&P500 mostra una struttura di fondo ancora impostata positivamente, ma in chiara perdita di accelerazione. Il prezzo lavora in area 7.443, sotto la regressione lineare, dopo non essere riuscito a consolidare sopra 7.550/7.600. La regressione resta inclinata al rialzo, ma il fatto che il prezzo sia scivolato sotto la curva indica una fase di riequilibrio e non più di spinta piena.
La lettura dei contratti evidenzia Call concentrate sopra il prezzo, soprattutto tra 7.550, 7.600, 7.650, 7.700 e poi 7.800/7.900. Questa fascia rappresenta l’area da riconquistare per riattivare momentum rialzista. Sopra 7.600 la struttura migliorerebbe; sopra 7.700 il mercato tornerebbe a lavorare verso la parte alta della distribuzione.
Sotto il prezzo, le Put costruiscono una fascia di protezione e controllo tra 7.425, 7.400, 7.350, 7.300 e 7.250. La zona 7.425/7.400 è il primo livello sensibile: una perdita stabile aumenterebbe la fragilità e riporterebbe attenzione verso 7.350/7.300. Più in basso, 7.200 e 7.000 restano riferimenti difensivi più profondi.
Il Mc4 Trend Strength Oscillator segnala il punto più delicato. Dopo una lunga fase verde, l’indicatore ha ridotto forza e mostra una brusca discesa della componente direzionale. Questo significa che il mercato non sta semplicemente consolidando in alto, ma sta perdendo qualità di momentum. Non è ancora una struttura ribassista piena, ma il segnale invita a leggere il rialzo con maggiore prudenza.

Scopri i percorsi di coaching individuale Sunnymoney con Bruno Nappini: moduli one-to-one su opzioni, MC4, volatilità, strategie e gestione del rischio.
Tutti i dettagli sono disponibili nella sezione Coaching su https://www.sunnymoney.it/coaching/
