4 settembre 2026
STMicroelectronics arriva a settembre in una situazione particolarmente interessante. Dopo un primo semestre caratterizzato da un netto miglioramento della domanda, il gruppo sta mostrando segnali concreti di uscita dalla fase più difficile del ciclo dei semiconduttori. Il titolo, tuttavia, non ha ancora trasformato questo miglioramento fondamentale in una nuova tendenza rialzista: dopo il grande recupero della primavera ha infatti restituito una parte consistente dei guadagni e si trova adesso in una fase di stabilizzazione.
ST rimane uno dei principali produttori europei di semiconduttori, con una presenza particolarmente importante nell’automotive, nell’industriale, nei microcontrollori, nei sensori e nei dispositivi di potenza. A questi settori tradizionali si sta aggiungendo un nuovo elemento potenzialmente molto importante: l’infrastruttura per l’intelligenza artificiale. È proprio qui che il management sta progressivamente alzando le aspettative.
I numeri del secondo trimestre hanno dato una prima conferma del recupero. I ricavi sono arrivati a 3,49 miliardi di dollari, +26% rispetto allo stesso periodo del 2025 e +12,7% rispetto al trimestre precedente. Il margine lordo è migliorato al 34,8% e l’utile netto è tornato a 222 milioni di dollari. Ancora più interessante è il commento della società: ordini in miglioramento in tutti i mercati finali, maggiore visibilità sulla domanda e scorte presso la distribuzione scese sotto il livello normalmente considerato ottimale.
Le indicazioni per la seconda metà dell’anno sono altrettanto importanti. Per il terzo trimestre ST prevede, al valore centrale della guidance, ricavi per 3,70 miliardi e margine lordo al 37%; per il quarto trimestre si attende invece un’ulteriore accelerazione con ricavi superiori ai 4 miliardi. Il management ha inoltre alzato l’obiettivo dei ricavi legati ai data center AI a oltre 1 miliardo di dollari nel 2026 e, mantenendo l’attuale dinamica, ben oltre 2 miliardi nel 2027.
È probabilmente questo il punto più interessante per il futuro di ST. Il titolo rimane esposto al ciclo automotive e industriale, ma la crescita dei programmi legati ai data center AI e alle comunicazioni satellitari LEO potrebbe progressivamente ridurre questa dipendenza. Il prossimo vero banco di prova saranno i risultati del terzo trimestre, attesi il 29 ottobre.
Il grafico, però, racconta una storia ancora più prudente. Dopo essere partita in primavera da area 40 dollari, ST ha realizzato una corsa impressionante fino a sfiorare 80 dollari a giugno. Da quel momento è iniziata una correzione molto profonda: il titolo ha perso progressivamente la regressione centrale e si è riportato nella metà inferiore del grande canale discendente, fino agli attuali 51,28 dollari.
La parte interessante è ciò che sta accadendo adesso. Dopo il minimo di fine luglio sotto area 50, il prezzo ha provato un recupero verso 56-57, successivamente riassorbito. Nelle ultime sedute si osserva però una nuova stabilizzazione intorno a 49-52. Non abbiamo ancora una vera inversione, ma la pressione ribassista sembra essersi attenuata e il titolo sta cercando di costruire una base.
Il primo ostacolo è quindi area 52-53, seguito da 55-57. Solo il recupero di quest’ultima fascia comincerebbe a modificare realmente la struttura; più in alto, la regressione centrale transita ormai intorno a 59-60 e rappresenta lo spartiacque tecnico più importante. Al contrario, la perdita dell’area 48-49 riaprirebbe la parte inferiore del canale.
Anche la volatilità fornisce un’indicazione interessante. L’IV Rank si trova intorno a 30, dopo essere arrivato su valori estremamente elevati durante la fase più violenta della correzione. La volatilità implicita si è quindi sensibilmente ridimensionata mentre il prezzo sta lateralizzando: una combinazione compatibile con una progressiva normalizzazione del rischio, ma non ancora sufficiente per parlare di ripartenza.
La situazione di STMicroelectronics presenta quindi una divergenza interessante: fondamentali e prospettive stanno migliorando più rapidamente del grafico. Il mercato sembra voler vedere se la ripresa della domanda, il recupero dei margini e soprattutto la nuova componente AI saranno sufficienti a sostenere i risultati anche nei prossimi trimestri.
A questo punto saranno particolarmente importanti gli Open Interest. Con il titolo fermo intorno a 51 dollari dopo una correzione molto profonda, dovremo verificare se gli operatori hanno costruito put nette capaci di sostenere questa area, dove si trova il passaggio tra gamma negatività e gamma positività e quali livelli di call potrebbero invece rappresentare i primi obiettivi di un eventuale recupero.
Open Interest STM: il mercato costruisce protezione sotto i prezzi e call sopra 50
La struttura monetaria completa bene quanto emerso dal grafico. Con il sottostante indicato a 44,49, STM si trova nella parte centrale della ripartizione MC4. È quindi una configurazione ancora di equilibrio, ma spostata nella metà inferiore della distribuzione.
Gli Open Interest mostrano una discreta presenza di put tra 40 e 44, che costituisce la prima fascia di sostegno, mentre a 48 compare una concentrazione netta di call già significativa. Salendo, le call diventano nettamente dominanti: 54-56 rappresenta il primo blocco importante, ma le concentrazioni realmente eccezionali sono a 60 e 64. Sono questi i livelli verso cui un eventuale recupero dovrebbe confrontarsi con la maggiore sensibilità call.
Sul lato inferiore, la perdita di 40 renderebbe invece la struttura progressivamente più fragile: sotto questa soglia aumentano le put, con concentrazioni rilevanti a 35, 32-30 e soprattutto 26.
Scheda monetaria
Prezzo: 44,49
Area di equilibrio MC4: 35-54
Put nette / sostegno: 40-42
Prima sensibilità call: 48
Call nette principali: 54-56 | 60 | 64
Fragilità: sotto 40, crescente verso 35
Nel complesso gli Open Interest sembrano quindi disegnare una struttura più costruttiva rispetto al grafico daily: esiste una fascia put sotto il mercato, mentre sopra il prezzo le call costruiscono diversi livelli successivi. Il primo passaggio realmente interessante sarebbe il recupero di 48; sopra questa soglia, 54-56 diventerebbe il naturale riferimento monetario successivo.
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